Buon compleanno FabLab Faenza

Il FabLab Faenza ha da poco compiuto un anno e affrontato la sua prima assemblea plenaria, questo ci ha dato la possibilità di rendicontare le nostre attività nell’anno 2014, qui il link per visionare la presentazione.

Cosa è successo in questo anno?

Dopo il pellegrinaggio tra scuole, università, comune ed enti, il FabLab Faenza è stato fondato il 17 aprile 2014 depositando lo statuto dell’Associazione Culturale FabLab Faenza presso l’Agenzia Delle Entrate, ed ottenendo il Codice Fiscale.
Breve inciso burocratico, se volete aprire un’Associazione Culturale una volta ricevuto il codice fiscale avete l’obbligo di presentare il modulo F23 per il pagamento del tributo e il modello EAS entro 60 giorni dalla fondazione, questo è un censimento delle Associazioni imposto dallo Stato Italiano.

La fondazione è stata resa possibile dal grande lavoro dei soci che hanno percorso mille vie, parlato con tutti e condiviso le esperienze di chi aveva già intrapreso questa esperienza, per poter iniziale a chiamare questa esperienza “fab lab”. Un grazie sentito per chi ci ha seguiti, chi è venuto agli eventi, chi si è fermato per due chiacchere, ma anche ai soci che ci sono stati nelle prime ore e che ora non possono seguire le attività da vicino.

Dal contatto del il gruppo dei fondatori con ECIPAR/CNA, che avevano l’intenzione di fondare un Fab Lab temporaneo in contemporanea con la presentazione del corso “Artigiani Digitali”, è nato il primo nucleo di lavoro per poter proporre il FabLab Faenza come realtà. Grazie a questo incontro ECIPAR/CNA si è proposto di fornire parte delle strumentazioni e un tetto a questo laboratorio, identificato del Museo Carlo Zauli. Il Museo ha messo a disposizione prima il laboratorio di Carlo Zauli all’interno del Museo stesso, per poter iniziare le attività.
Le attività sono partite, workshop, eventi, corsi gratuiti di divulgazione, conferenze e una buona sinergia con il corso “Artigiani Digitali”, nonché un fantastico rapporto con i gestori del Museo che oltre ad aver creduto del nostro progetto, oggi sono sempre più di sostegno, e ci hanno affidato la gestione di uno spazio al civico 4 di via della Croce per poter ampliare l’autonomia dell’Associazione.

Al compimento dell’anno di età il FabLab ha aperto partita IVA, divenendo così Associazione Culturale con partita IVA, facendo richiesta presso CNA a cui nel 2015 ci siamo associati.

Fin dalla fondazione il FabLab fa parte della mappatura MAK-ER patrocinata da ASTER per mappare gli spazi simili al nostro nella regione Emilia-Romagna, partecipando agli incontri e collaborando con gli altri fab lab per eventi e momenti di condivisione.

Perché Associazione Culturale?

Durante eventi aperti al pubblico e incontri con le aziende la domanda che ci hanno rivolto più spesso è stata: aprire un fab lab è un lavoro? La risposta ad oggi (in Italia) è “no”, la maggior parte dei fab lab italiani hanno potuto fondarsi come Associazione Culturale, presso la quale si presta servizio come volontari, non potendo quindi ricevere compenso né per le attività amministrative ed organizzative, né per quelle didattiche o di ricerca. La configurazione dei fab lab presenta non poche difficoltà nel presentarsi alla legislazione italiana, in quanto i laboratori non presentano la componente di competitività nella quale si muovono le aziende o professionisti con partita IVA, ma collaborano tra loro e con il territorio per poter influire positivamente, promuovendo la cooperazione e la condivisione anche open source, ma necessitano anche di poter collaborare con le aziende in ambito professionale. Inoltre presentano la componente educativa, proponendosi di aumentare la conoscenza in ambito digitale, autoproduzione, creatività, e la componente community ovvero la necessità di appartenere e creare una community.

Si diffonde sempre di più la metafora “un fab lab è una biblioteca per le conoscenze digitali”, una biblioteca non genera profitto, è un luogo di cultura dove potersi anche confrontare. Speriamo che in un prossimo futuro si segua l’esempio anglosassone delle Imprese Sociali, riformando il terzo settore per far sì che i nostri soci volontari possano veder riconosciuti i loro sforzi.

Gli sforzi dei soci sono quantificabili nei workshop, negli eventi, nelle fiere e milestones raggiunte dal gruppo:

I workshop:

  • Workshop per scuole elementari
  • ABC Stampa 3D x3
  • Stampa 3D x3
  • Workshop Montiamo una KIWI 3D
  • Workshop Jonathan Keep
  • Workshop Modellazione 3D Blender
  • Workshop Fabbricazione Digitale per la condervazione dei beni culturali
  • Workshop Plastermix
  • ABC WordPress
  • Seminario PDF to Print
  • ABC 3D Coat

Gli eventi:

  • La notte bianca del FabLab Faenza
  • Notte bianca dei Musei #NBTW
  • Cena Itinerante VIII Edizione
  • #GOW get online week
  • Invasioni Digitali x2
  • presentazione Residenze di Artista del MCZ presso Palazzo Ferniani, Faenza

Le fiere:

  • partecipazione a R2B
  • partecipazione a CAB
  • partecipazione a EXPO ELETTRONICA
  • partecipazione ad Argillà

Milestones:

  • ammissione a 3D HUB
  • soci promotori di MAK-ER

Ogni workshop/evento/fiera ecc porta con sé ore di programmazione e organizzazione, preparazione materiale, creazione idee, gadget, esercizi, installazioni. Questi devono essere condivisi, pubblicizzati e presentati nel migliore dei modi. Insomma pare proprio che gestire un fab lab e le sue attività sembra essere un vero lavoro, senza citare i progetti con ricaduta sul territorio (nel nostro caso stampanti 3D per deposizione di materiale ceramico) che devono essere portati avanti per poter rappresentare al meglio l’idea di fabbricazione digitale.
Lo slancio iniziale che molto laboratori come il nostro hanno voluto cogliere, capendo cosa una realtà come questa possa offrire ai singoli e al territorio, non potrà che vedersi ridimensionato, perché impoverito dalle mancanze di risorse.

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